Come indicatore dello stato di grazia del Tarantino in quanto
pittore di introspezione connotativa, si noti il quadro del vecchio
contadino mentre tutt'intorno l'aria è rarefatta, dove
le parole saranno soltanto dei cenni. In codesta irrilevanza spaziale-temporale,
lo sguardo bonario del vecchio e la lieve increspatura delle labbra
hanno un'ineffabile effusione di beatitudine, non c'è reminiscenza
che turbi né futuro che angosci.
E' tutto in questo momento, pare voglia dire il vecchio: la serenità
come valore di sempre, proiezione infinita della stessa vita.
E' un contadino, come lo presenta il pittore; ma forse, un giorno,
fu anche marinaio e incontrò un tale che disse di chiamarsi
Enea. Come che sia, è uno che viene da lontano e ha consumato
qualsiasi emozione per approdare alla serenità.