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L'Agata
è un minerale appartenente al gruppo del calcedonio che è
una distinta varietà compatta di quarzo costituita da aggregati
di cristalli microscopici.
Presenta una struttura a bande concentriche con strie e zone variamente
colorate oltre che opache o quasi trasparenti, caratteristiche queste
che ne fanno una pietra ornamentale di notevole valore conosciuta
fin dalla piu' remota antichità; scavi archeologici hanno
portato alla luce bellissimi oggetti che risalgono all'epoca dei
Caldei e dei Babilonesi.
Il nome di Agata deriva Acates, antico nome greco del Dirillo, piccolo
fiume della Sicilia lungo il corso del quale i Greci estraevano
la pietra fin dall'epoca del filosofo Teofrasto, vissuto nel IV
secolo avanti Cristo. Oggi la pietra viene estratta quasi esclusivamente
in Uruguay e nelle regioni limitrofe del Brasile.
Nella variegata striatura, nel caleidoscopio di colori è
complice anche la lavorazione della pietra d'agata, che viene tagliata
dalla mano esperta dell'artista con il ricorso a strumenti diamantati
in quanto essa presenta durezza=7.
L'artista ha ricercato e trovato in ogni singola pietra un punto,
una 'essenza' che funge da tela e da sfondo.
Tale punto 'essenziale' viene dal pittore lavorato artisticamente
con figure meditative, traendone scene di una serena e calda mediterraneità.
La pietra viene affidata poi all'orafo perché con la sua
opera possa completarne l'unicità artistica:
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Unica
è la pietra, che la natura offre col suo irripetibile
sfondo; |
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Unico
è il soggetto dipinto, figure adagiate ognuna a seconda
dello sfondo e dei piani; |
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Unica
è la forma dell'agata modellata dalla mano dell'artista
e che racchiude il "punto" individuato; |
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Unica
l'opera dell'orafo che deve incorniciarla. |
Sembra un paradosso: quattro volte uniche,
le pietre di Tarantino.
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